Un ecosistema che unisce Design, Neuroscienze, Hospitality, Branding e Ricerca, dando spazio a Professionisti che condividono una visione comune:
un nuovo modo di concepire il Benessere.
Design Talks
Con il patrocinio della Fondazione degli Architetti di Firenze
8 CFP riconosciuti agli Architetti
Come gli spazi influenzano emozioni,
benessere e decisioni.
Focus sul mondo Hospitality
Posti limitati
Sarà un luogo di confronto tra professionisti che credono che il design possa migliorare la qualità della vita.
Una giornata dedicata ad architetti, designer, ingegneri, progettisti e aziende che vogliono comprendere come neuroscienze, ricerca e progettazione possano generare valore reale.
Scopri come neuroscienze
e design influenzano
il comportamento umano.
Incontra professionisti
provenienti da discipline
diverse.
Porta strumenti concreti
e nuove prospettive
nei tuoi progetti.
Entra a far parte di un
ecosistema che mette
al centro le persone.
Una giornata insieme per comprendere come gli spazi influenzano emozioni, comportamenti, relazioni e qualità dell’esperienza.
Con il patrocinio della Fondazione degli Architetti di Firenze.
8 CFP riconosciuti agli Architetti.
Ai fini del riconoscimento degli 8 CFP, è richiesta una frequenza minima dell’80% della durata complessiva del ciclo di incontri.
Questo percorso ci invita a esplorare il Design e l’Architettura degli interni in una dimensione inedita, ben oltre l’estetica superficiale.
Le Neuroscienze ci aiutano a comprendere come percepiamo, scegliamo e ricordiamo. Il Design trasforma questa conoscenza in esperienze concrete.
In un mondo sempre più frenetico, spesso dimentichiamo l’importanza di creare con significato e scopo.
8.30 registrazione
9.00-13 sessione mattutina
13-14 pausa pranzo,
14-18.30 sessione pomeridiana
Presso Anglo American Hotel Florence – Curio Collection by Hilton, Firenze.
Progettare ciò che non si vede. Ogni spazio comunica, influenza e lascia un segno. Ma cosa determina davvero il modo in cui lo viviamo?
In questo incontro esploreremo il Neurodesign, la disciplina che unisce neuroscienze e progettazione per comprendere come emozioni, percezione, memoria e processi inconsci influenzino la nostra esperienza degli ambienti.
Attraverso esempi concreti e una parte più laboratoriale, scopriremo come trasformare le conoscenze sul funzionamento della mente in strumenti di progettazione capaci di migliorare il benessere delle persone creando spazi più efficaci e come rendere leggibile al nostro cervello – e quindi memorizzabile in positivo – ciò che abbiamo progettato.
Un hotel non finisce con la reception: la sua hall può diventare una vera piazza cittadina, un luogo dove design e comunità s’incontrano in eventi temporanei e spazi permanenti.
Questo intervento capovolge la percezione della hall come semplice spazio di passaggio, trasformandola in destinazione culturale e sociale a tutti gli effetti.
L’idea di fondo è estendere l’esperienza dei grandi eventi urbani oltre i confini dei padiglioni fieristici, dando vita a micro-saloni aperti alla cittadinanza.
Il percorso si sviluppa attorno a quattro concetti chiave: l’accessibilità democratica di eventi non riservati ai soli ospiti, la contaminazione creativa tra specialisti e pubblico in contesti informali, il networking organico fatto di conversazioni spontanee, e la brand experience immersiva, dove i marchi si raccontano abitando gli spazi anziché limitarsi a esporsi.
Il racconto si arricchisce di casi studio italiani ed europei, analizzati attraverso la chiave di lettura del neurodesign (con Luca Vivanti).
Il percorso include inoltre la presentazione del progetto “Orizzonte 2050: L’hotel del futuro”, dove verranno presentati i risultati di una ricerca condotta presso la Scuola Master del Politecnico di Torino, in cui vengono messe in luce alcune visioni strategiche per il design degli hotel del futuro.
L’importanza dell’integrazione sensoriale- olfattiva nella progettazione e il ruolo dell’olfatto nella comunicazione, nel branding sensoriale e nella costruzione dell’esperienza.
L’olfatto non è un dettaglio: è un linguaggio a tutti gli effetti, capace di parlare direttamente alla memoria e alle emozioni prima ancora che alla ragione. Questo speech invita a guardare l’olfatto come a un canale di comunicazione ancora largamente inesplorato, ma straordinariamente potente, capace- a differenza di parole e immagini- non solo di descrivere, ma di coinvolgere, orientare, accogliere e restare impresso nel tempo.
Nel settore hospitality, dove ogni spazio deve raccontare una storia e lasciare un ricordo, l’identità olfattiva diventa una scelta progettuale consapevole, in dialogo con il carattere del luogo e con l’esperienza che si vuole offrire all’ospite.
L’incontro alternerà alla parte frontale, dedicata al ruolo dell’olfatto nel branding sensoriale, momenti di esplorazione olfattiva che coinvolgeranno l’aula in una profonda consapevolezza del potenziale comunicativo dell’olfatto.
Un modo per capire, come una fragranza possa tradurre valori e atmosfere in un linguaggio sensoriale coerente e memorabile.